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Thursday 06 December 2007

La sagra di San Gervasio
La 7 ° edizione della Sagra di San Gervasio e della Bassa si è tenuta sabato 10 e domenica 11 giugno 2006. Anche quest’anno il Comune di San Gervasio ha organizzato un programma ricco di eventi e di occasioni di incontro. Tre giorni per degustare i prodotti tipici del luogo, per divertirsi con giochi ed intrattenimenti live, per conoscere la storica trasformazione del latte in Grana e per trascorrere una giornata all’aria aperta nello splendido bosco del Lusignolo o al Parco Le vele?... L' appuntamento è a Giugno 2007, vi aspettiamo !

Vai al sito della sagra Sagra di San Gervasio e della Bassa

L'origine della sagra
Il baratto è generalmente considerato la prima forma storica dello scambio commerciale di beni, ed è dunque ben anteriore alle forme di scambio monetario. Nel baratto, il valore dei beni oggetto dello scambio viene considerato sostanzialmente equivalente fra le parti, senza ricorrere esplicitamente ad un'unità di misura di valore monetario dei beni stessi. Nel baratto il prezzo delle merci scambiate corrisponde al punto d’incontro fra la domanda e l'offerta.

Si scrive di “baratto” parlando della Sagra di San Gervasio poiché il sistema è stato applicato per secoli nella collettività che fin dal suo costituirsi ha sempre attinto dall’economia rurale i mezzi del proprio sostentamento.
Sono ancora in molti, anche a San Gervasio, a ricordare periodi ormai archiviati quando nelle botteghe le massaie portavano uova od altri prodotti della campagna per rifornire la madia di generi di prima necessità. Sono da ricordare le meravigliose pagine scritte da Ermanno Olmi con la macchina da presa nel realizzare quell’ “Albero degli zoccoli” che ha raccontato in modo reale e veritiero spaccati di vita contadina fondata sulla fiducia, la solidarietà e l’altruismo. Ma forse non è necessario scomodare quel bravo regista che è Olmi per raccontare del passato di San Gervasio quando il “polatì”, cioè i commercianti di polli, andavano per cascine alla ricerca d’animali di bassa corte da portare poi al mercato. Le donne lo rincorrevano sperando nella disattenzione del consorte per racimolare qualche soldo da spendere, raramente per se stessa, più spesso per la famiglia. Ma come dimenticare il “libretto della spesa” sul quale “el botegher” segnava di volta l’importo degli acquisti sicuro che sarebbe arrivato il giorno nel quale il debito sarebbe stato ripagato. Raramente restava l’insoluto poiché la regola era quella di mantenere la parola e l’onore dell’intera famiglia.

Anche San Gervasio ha conosciuto i tempi del “baratto”, della fiducia e del credito alle famiglie che avevano come punto di riferimento la bottega vicino a casa oppure lo spazio per una sorta di mercato, non codificato ma in pratica istituito ogni volta si stabiliva un contatto fra la donna di casa ed il negoziante. Di quei periodi se ne occupò lo scrittore veronese Cesare Marchi nel libro “Quando eravamo povera gente” (dieci edizioni nel 1988, premio Bancarella 1988) cui seguirono i racconti “Non siamo più povera gente” col sottotitolo “I malesseri del benessere” dimostrando l’evoluzione dei comportamenti, delle mode e dei sistemi di vita.
Tutte cose che anche a San Gervasio si sono viste e sono state costatate e superate tanto che oggi il paese ha cambiato in gran parte il suo aspetto, è stato dotato di novità importanti. Nella toponomastica del paese è stata inserita “Platea Parvea”, che si legge in Piazza l’Antica Piazzola (piccola piazza nel centro storico), per indicare lo spazio nel quale in tempi remoti i contadini e le loro mogli si davano convegno per barattare il raccolto di stagioni non sempre fortunate. Si costituiva nella realtà un mercato del grano generalmente in prossimità di feste religiose o d’eventi particolari. Ed era il baratto il sistema ricorrente.
Nel segno della tradizione e di accadimenti per anni assenti dalla vita del paese, è maturato gradualmente il proposito di dar vita ad una “Sagra” quest’anno alla sesta edizione. Gli espositori portano in mostra prodotti dell’enogastronomia bresciana, dai vini ai formaggi, ai salumi, in una parola tutto quanto finisce sui mercati dell’agroalimentare di marca nostrana. Strade e piazze sono gli spazi della rassegna alla quale fanno da contorno spettacoli e iniziative culturali elencate nel programma curato dall’apposita commissione designata dal Comune.

Ufficio stampa
Comune di San Gervasio Bresciano

Ultimo aggiornamento ( Thursday 06 December 2007 )
 
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